Category: Mostre

Ad Usum Fabricae – La costruzione del duomo di Milano

Ad Usum Fabricae.
L’infinito plasma l’opera.
La costruzione del Duomo di Milano .

Con l’allestimento di questa mostra, visitabile presso la sala L. Conti (via Roma 16, Bresso) dal 28 febbraio  al 10 marzo 2013, il Centro Culturale Alessandro Manzoni, con le Parrocchie di Bresso Cusano Milanino e Cormano, in occasione dell’anno della Fede, intende offrire l’opportunità di andare alla scoperta di un capolavoro che esprime la natura dell’uomo come rapporto con l’infinito.

Sulla scorta di uno studio rigoroso delle fonti, le curatrici, Mariella Carlotti e  Martina Saltamacchia,  illustrano  la storia del secolare cantiere del Duomo di Milano e dei donatori che, offrendo piccole somme o grandi patrimoni,  risultano essere i protagonisti veri e silenziosi della costruzione.

La mostra, già visitata dall’estate scorsa da oltre 30.000 persone e di cui sono stati venduti 17.000 cataloghi,  sarà presentata dalla Curatrice Mariella Carlotti con la partecipazione  dell’Arciprete del duomo di Milano Mons. Gianantonio Borgonovo, lunedì 25 febbraio ore 21,  presso il teatro S. Giuseppe (Via Isimbardi 16, Bresso)

Info. 0266501089 – www.ccmanzoni.it

 

 

Di seguito è possibile scaricare il testo della presentazione della mostra svoltasi il 28 febbraio 2013.

Immagini della presentazione della mostra

Adriana Soldà – In viaggio fra le mie emozioni

 

 

LOCANDINA Soldà (PDF)

Claudia Strà – E fu sera e poi mattina.

Con gli occhi degli apostoli

La bellezza del quotidiano

In occasione del Family 2012 proponiamo questa mostra della pittrice Mariateresa Carbonato. Alle opere pittoriche saranno abbinati testi ricavati dagli intervendi di Papa Benedetto XVI sulla famiglia.

Formatasi alla scuola del Chiarismo lombardo, Mariateresa ne ha profondamente assimilato due aspetti fondamentali: il linguaggio tonale e la assoluta ferialità, quasi banalità dei soggetti. E i due aspetti, in un certo senso, sono strettamente collegati: il tonalismo, la predominanza dei grigi, dei bianchi e dei beige, con poche accensioni di colori (quasi) primari, accentuano il ruolo della luce e impregnano gli oggetti di una qualità che non è solo cromatica ma anche affettiva. Il tonalismo è perciò come un filtro che conferisce agli oggetti, soprattutto quelli più quotidiani e umili, una densità temporale, fatta di durata e di memoria. é la grande scuola che

da Vermeer arriva fino a Morandi. Queste ascendenze valgono anche sul piano dei soggetti, dei temi ricorrenti nella pittura di Mariateresa: gli interni domestici, gli oggetti della realtà quotidiana; oppure le case in costruzione o in restauro, viste attraverso il filtro dei ponteggi (a ricordare che ciò che abitiamo e che ci è abituale è frutto non scontato di un continuo lavorio). La realtà della famiglia in lei non è quindi tematizzata in modo diretto ed esplicito – se non in rari casi, in cui coppie di sposi plasmate dal tempo sono viste da lontano o di spalle – ma sempre per questa via indiretta, metonimica: tazze, scodelle o un bicchiere su un davanzale, una lavatrice che fa capolino attraverso una porta; porte che aprono su fughe di stanze, sedie, tavoli, sacchi della spesa… – tutto, come si diceva, fa pensare a uno spazio abitato, abituale. Non nature morte, ma nature vive, vive della vita che qui trascorre. Gli oggetti dicono una fedeltà e nello stesso tempo una fidatezza, una confidenza. Poi, questi interni sono sempre aperti. Aperti ancora su altri interni, ma più spesso verso l’esterno, attraverso il vano di una finestra. O viceversa, dall’esterno, le imposte delle finestre si socchiudono per lasciare indovinare il segreto di un interno. Lo spazio domestico, infatti, non è uno spazio chiuso. é uno spazio intimo, non privato. é fatto per aprirsi e per accogliere – il mistero della luce, il mistero della vita.

Rodolfo Balzarotti

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Mariateresa Carbonato attualmente vive e lavora a Bareggio (MI). Ha frequentato il Liceo e l’Accademia di Brera fino al 1968. Ha avuto importanti maestri come De Rocchi, Barbieri, Usellini. Successivamente l’incontro con il pittore Bill Congdon diventa provocazione per un uso più libero degli strumenti e delle tecniche e di approfondimento del proprio lavoro. Significativo anche l’incontro con lo scultore Nicola Sebastio. Il suo dipingere è risposta alla realtà, a persone e luoghi incontrati nel vivere quotidiano e guardati con sempre nuovo stupore e affezione.

Maggiori informazioni qui:  http://www.mcarbonato.it

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ALCUNE FOTO DELLA PRESENTAZIONE

 

Lo sguardo all’opera – I colori della terra

 

Ivano Scuratti

Sagra Madonna del Pilastrello 2011

 

1914-1918 L’arte dispersa

Il Centro Culturale Alessandro Manzoni in collaborazione con il Circolo Cinematografico Bresso,  con il patrocinio del Comune di Bresso, celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia riflettendo sulla Grande Guerra, che realizzò il completamento dell’Unità d’Italia con una mostra, un libro, un film.

LA MOSTRA

La mostra presenta in anteprima mondiale una raccolta di dipinti, incisioni e disegni dalla collezione ArteGrandeGuerra (www.artegrandeguerra.net) realizzati da artisti soldato nel corso della Prima Guerra Mondiale.

L’inaugurazione della mostra “1914 – 1918: l’arte dispersa” è fissata per sabato 14 maggio alle ore 17 presso il Centro Culturale Alessandro Manzoni in via Roma, 16 – Bresso (MI).

Un tenace lavoro di recupero ha permesso alla associazione ArteGrandeGuerra di riunire circa trecento opere, sopravvissute alla distruzione e alla dispersione, spesso per caso. Sono immagini potenti e prive di retorica, realizzate da artisti-soldato su tutti i fronti, che riprendono la quotidianità della guerra dal punto di vista personale dei militari. Le immagini esprimono una gamma variegata di esperienze e di situazioni della vita ordinaria del combattente: attese, emozioni, difficoltà, disagi, paure, tragedie. Anselmo Bucci, Henry De Groux, André Devambez, Georges Victor Hugo, Leopold Poiré, Théophile-Alexandre Steinlen e molti altri artisti raccontano la Grande Guerra in presa diretta. Queste opere straordinarie sono accompagnate dalle riflessioni di una guida d’eccezione: un pittore-soldato, caduto a Caporetto nel novembre 1916, Walter Giorelli. La sua vicenda è raccontata nel testo “Il sorriso dell’obice” di Dario Malini, recentemente pubblicato da Mursia e presentato in prima assoluta in occasione di questo evento.

«La mostra», spiega la curatrice Carol Morganti, « espone 70 opere originali; è l’occasione per conoscere una produzione ancora in gran parte ignorata dalla critica. La raffigurazione della Grande Guerra, evento avvertito da molti come eminentemente visivo, determinò frequentemente l’adozione di soluzioni la cui pregnanza e novità artistica non è stata ancora adeguatamente indagata. La pittura e la grafica divennero le chiavi per rappresentare e rappresentarsi un mondo violento e insensato, moderno nel più deteriore senso del termine, dominato dalle ferree regole imposte dalla burocrazia militare e dalle macchine».

Informazioni dettagliate su www.artegrandeguerra.net.

ORARI APERTURA

Da martedì- sabato 10 – 12,30 / 16 – 19

Domenica 10 – 12,30 / 15 – 18

IL LIBRO

Le opere della mostra vanno oltre la amara descrizione della guerra con significativi segni di speranza. Allo stesso modo, il libro e il film raccontano come, dentro la guerra, la tenace memoria della comune appartenenza cristiana permetta una tregua nell’orrore della guerra

martedì 17 maggio alle ore 21 presso il Cinema San Giuseppe in via Isimbardi a Bresso presentazione del libro LA TREGUA DI NATALE DEL 1914 di Antonio Besana Ed. La Libreria Militare (con la partecipazione del Coro Alpino degli studenti dell’università Cattolica di Milano)

Un soldato indossa una divisa scozzese, tedesca o francese, ma resta  sempre un uomo: con una famiglia,  sentimenti, speranze. E’ il significato del film “Joyeux Noel” di Christian Carion che ha ispirato il volume “La tregua di Natale del 1914”. Durante la Prima Guerra Mondiale, la notte di Natale del 1914, nelle trincee delle Fiandre, ci fu una tregua nella terra di nessuno. I soldati delle opposte fazioni, disobbedendo ai loro superiori, si abbracciarono, si strinsero la mano, si scambiarono doni e celebrarono la Santa Messa. La ricerca appassionata dell’autore raccoglie le lettere che i soldati hanno scritto alle proprie famiglie per testimoniare questo fatto, realmente accaduto eppure incredibile. Ne scaturisce uno spaccato commovente di emozioni e di sentimenti: “A mezzanotte abbiamo celebrato la Messa: per un istante Dio è stato di nuovo il Signore di questo angolo di terra”.

Dopo Natale, il cessate-il-fuoco finì nella stessa maniera in cui era cominciato, per accordo reciproco. Il Capitano J. C. Dunn, Ufficiale Medico nei Royal Welch Fusiliers, scrive: “Il Capitano tedesco apparve sul parapetto. Entrambi ci salutammo e rientrammo nelle rispettive trincee, ed egli sparò due colpi in aria, e la guerra era ricominciata“. I soldati si chiedevano perché dovevano ancora combattere, perché quella maledetta guerra, giustamente definita da Benedetto XV una “inutile strage”, dovesse ancora reclamare il sangue di qualcuno.

Il volume è reperibile presso la mostra e a Milano presso La Libreria Militare (a cui può essere ordinato anche via Internet: http://www.libreriamilitare.com/ ) e le librerie Hoepli e Rizzoli.

IL FILM

Giovedì 26 maggio alle ore 21 presso il Cinema San Giuseppe in via Isimbardi  a  Bresso proiezione del film JOYEUX NOEL di Cristian Carion (2005) Una verità dimenticata dalla storia.

Il film di Christian Carion, ispirandosi a un fatto realmente accaduto durante la Prima Guerra Mondiale, racconta la storia di due cantanti lirici, che si recano al fronte tedesco, la vigilia di Natale, per allietare le truppe con il loro canto. Dopo la prima strofa di Stille Nacht, il nemico scozzese risponde accompagnando la canzone con la cornamusa. Basta poco perché i soldati escano dalle trincee opposte per incontrarsi su quello che, fino ad allora, era terreno di guerra. Anche il reggimento francese si unisce per festeggiare. Champagne, sigarette, cioccolato, foto e ricordi vengono condivisi fra abbracci e sorrisi. Il prete scozzese che aveva suonato la cornamusa celebra la messa. All’Ave Maria intonato dalla cantante, i soldati non riescono a trattenere le lacrime: una sequenza che, anche per la costruzione sui primi piani, sembra un omaggio al finale di Orizzonti di gloria. Ma la guerra è una macchina inarrestabile, che non può perdonare la disobbedienza. Il film racconta con semplicità un commovente fatto di umanità e di volontà di pace; colpisce per la sua universalità e fa riflettere sull’assurdità del conflitto armato.

Io vorrei vedere Dio

Il Centro Culturale A. Manzoni
in collaborazione con le Parrocchie di Bresso,
con il Patrocinio del Comune di Bresso
propone una raccolta di Icone sacre contemporanee:

“Io vorrei vedere Dio”

di Giuliano Melzi, Giuseppe Bottione e Laura Fausone

Centro vitale della Chiesa e della vita cristiana è la liturgia. Con la sua bellezza, la sua ricchezza nascosta e la sua grandezza che travalica il tempo, rende eternamente a noi presente Cristo e ci introduce al giusto rapporto con Dio, con gli altri uomini e con tutte le realtà create.

Azione, canto, musica, parola, incenso, immagine, tutto nella liturgia concorre a coinvolgere i nostri sensi e a far trasparire la luce del mondo divino nel nostro mondo. E’ un anticipo della “visione” di Dio, cui tutti aneliamo e senza la quale la vita eterna sarebbe solo deserto.

L’arte sacra iconografica libera da quella chiusura dei sensi che tende a ridurre la realtà solo a quanto è puramente misurabile, ponderabile e che finisce con l’escludere Dio dal nostro campo visivo. Al contrario, l’icona vuole condurre il nostro sguardo al di sopra di ciò che è puramente constatabile sul piano materiale ed educa ad un nuovo modo di vedere la profondità della realtà, che percepisca l’invisibile dentro il visibile, la «gloria di Dio che rifulge sul volto di Cristo» (2Cor 4,6).

La contemplazione delle sante icone quindi, unita alla meditazione della Parola di Dio e al canto degli inni liturgici, entra nell’armonia dei segni della celebrazione in modo che il mistero celebrato si imprima nella memoria del cuore e si esprima poi nella novità di vita dei fedeli.

Ed è con l’intento di illustrare il legame tra l’arte sacra iconografica e la liturgia che il Centro Culturale Manzoni di Bresso, in collaborazione con le Parrocchie di Bresso, ospita la mostra dal titolo “Io vorrei vedere Dio”.

L’esposizione comprende 45 icone di iconografi italiani contemporanei ed è scandita dalle riflessioni sulle immagini sacre che Joseph Ratzinger ha raccolto nel libro «Introduzione alla liturgia», pubblicato nel 2001 e riproposto integralmente nell’«Opera Omnia» di papa Benedetto XVI.

E’ una occasione per conoscere questa tradizione appartenuta per oltre un millennio alla Chiesa indivisa d’Oriente e d’Occidente e che fonda la sua essenza nel cuore stesso della fede cristiana, cioè nel mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio.

La mostra verrà inaugurata sabato 9 aprile alle 17,30 presso la sede del Centro Culturale Manzoni, in via Roma 16 a Bresso.

Resterà aperta dal 9 al 30 aprile 2011 negli orari di apertura della Libreria “Al Girasole” (da Martedì a Sabato: 10-12,30/16-19; Domenica 10-12,30/15-18).

Per informazioni e prenotazione visite guidate gratuite (anche serali): tel. 02.66501089.

www.ccmanzoni.itinfo@ccmanzoni.it

Incontro con artisti d’oggi: Francesco Toniutti “Avvistamenti”

Mostra su San Carlo Borromeo

In occasione del 400° anniversario della canonizzazione del San Carlo, il Centro Culturale Alessandro Manzoni ha realizzato una mostra dal titolo “La santità un bene per tutti”. La presentazione della mostra è stata fatta da Don Andrea Marinzi in occasione della Sagra Madonna del Pilastrello 2010 (Scarica qui il testo della presentazione).

La mostra è a disposizione di chi volesse noleggiarla. Per informazioni scrivere a info@ccmanzoni.it

San Carlo Borromeo

San Carlo Borromeo

L’uomo è uomo solo se ama

Incontro con artisti d’oggi: Anna L’Altrella

PIEGHEVOLE

LOCANDINA

Lo sguardo dell’opera – Giuseppe Lesma

Lo sguardo dell’opera

Immagini di Giuseppe Lesma

Dal 28/02 al 14/03/2010


realizzato da Ivano Conti