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La Cina stupisce il mondo.

La Cina stupisce il mondo.
Ovvero: esecuzioni legali di massa

Fenomeno Cina. Un paese fenomeno che turba il sonno di economisti, imprenditori e politici.
Un paese che stupisce non solo per i successi industriali, di crescita economica e del PIL, ma anche perché detiene il ben più triste, macabro e quasi sconosciuto, primato delle esecuzioni capitali.
Nel corso del 2003 sono state eseguite, legalmente, in tutto il mondo 1146 condanne a morte di queste ben 726 sono state eseguite in Cina.

L’orrore non finisce però qui: La stima di un giurista cinese parla di almeno 10.000 condanne a morte eseguite. Pensate che con questo si sia toccato il fondo del sopruso, della violenza, dell’orrore? No, gli imputati possono essere processati senza conoscere l’accusa o vedere un avvocato fino al momento in cui entrano in tribunale e molto spesso le confessioni vengono estorte con la tortura.
Le stesse esecuzioni diventano più numerose nel corso delle festività nazionali e sono utilizzate per annunciare l’apertura di nuove campagne contro la criminalità; in questi casi diventano pubbliche ed acquistano particolare valenza nel tentativo di utilizzare l’arma della paura per fermare i reati. L’esecuzione diventa uno “spettacolo” a cui assistono, obbligatoriamente, migliaia di persone tra cui intere scolaresche.

I reati punibili con la pena di morte sono una lista lunga, varia e che tiene conto anche dei “moderni” dettami sanitari e ambientalisti si va, infatti, dall’omicidio, alla rapina, al furto, allo sfruttamento della prostituzione, alla pubblicazione di materiale pornografico, al teppismo, al disturbo dell’ordine pubblico, al sabotaggio controrivoluzionario, al traffico di droga, alla corruzione, alla concussione, all’usura, all’evasione fiscale fino ad arrivare alle nuove aggiunte del contrabbando, della falsificazione di banconote, della diffusione deliberata della SARS e della produzione di materie prime tossiche.

La discesa nell’orrore non ha fine, secondo Amnesty International vi è anche il forte sospetto di un legame fra esecuzioni capitali e trapianto degli organi. Nonostante quando dichiarato dal capo delegazione cinese alle Nazioni Unite: “Il prelievo di organi dai condannati a morte necessita del consenso e della firma del criminale o del consenso dei suoi parenti, oltre all’approvazione del tribunale” la realtà prospettata da Amnesty International è ben diversa: “le strette relazioni tra tribunali ed ospedali, oltre alla segretezza che circonda il processo e all’aumentato introito generato dai trapianti per gli ospedali, fanno sorgere il fondato sospetto che in alcuni casi la tempestività delle esecuzioni possa essere collegata al bisogno di organi per i trapianti”.
Insomma si eseguono le esecuzioni capitali anche a fronte di una richiesta di organi.

Tutto questo è la logica conseguenza del crollo di un regime comunista che ha effettuato per perpetuarsi la scelta di abbracciare una economia di mercato estremamente liberista, senza logiche, senza né regole né controlli. Una libertà di mercato selvaggia e senza regole resa ancora più ingiusta dall’assoluta mancanza di democrazia e libertà politica, culturale e religiosa. Un’assoluta mancanza di diritti della persona che viene vista esclusivamente come un fattore di produzione economica e non come un uomo.
Il commento migliore e che coglie la ragione più profonda di una simile situazione è ilseguente:
“Essere in possesso di un potere, se non è definito da una responsabilità morale e non è controllato da un profondo rispetto della persona, significa distruzione dell’uomo”.

 

Marco Pace