Gli artisti di fronte al bello

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6 Artisti interpretano la frase di Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo” in occasione della Sagra Madonna del Pilastrello di Bresso.

Fosco Bertani
Il tentativo di raggiungere nella mia opera una Bellezza o la Bellezza mi fa imbattere continuamente nel brutto, nel deforme e nel mostruoso operati da me, e ció mi è di grande scandalo e disperazione. Ció non di meno continuo nell’opera stessa custodendo in me non si sa quale fondata speranza.

Corrado Colombi
Non capita spesso di accorgersi della normalità, delle cose che si vedono tutti i giorni, della consistenza dei luoghi del nostro vagare.
Sembra paradossale ma è proprio così noi non abbiamo occhi che per l’eccezione, per ció che ci eccede, che ci colpisce nella sua novità, il quotidiano lo subiamo come un già fatto, quasi un deja vu.
Abbiamo bisogno che qualcun altro ci faccia accorgere di ció che già sappiamo, che guardi come noi e con noi. … Ed ecco che case, strade, luci e lampioni visti mille volte e sempre obliterati diventano nuovamente evidenze. … E’ la novità che nasce dal desiderare il nuovo nella normalità. … Non sono diverse le cose, ma è diverso lo sguardo, che permette al banale di diventare importante. “Guardandomi” (cioè guardando quel tentativo di sguardo che è la mia opera) l’estraneità fra te e me è bruciata e comincia un principio di familiarità nuova, impensata e come possibilità smisurata.

Francesco Lesma
Quando penso alla bellezza penso alla persona più ricca che ho conosciuto, a San Francesco, il riferimento immediato è alla sua filosofia di vita nel Cantico delle Creature. Ecco per me la bellezza è sospensione dell’animo, stupore, ringraziamento per tutto quello che il Signore ci ha donato, vederlo e apprezzarlo tutti i giorni.
La bellezza è rendere al meglio il proprio lavoro qualsiasi esso sia, anche il più umile e duro, e non farlo quantificandolo al denaro (cosa oggi molto difficile) ma per qualcosa di più duraturo.
La bellezza è rendere semplice e schietta qualsiasi cosa.
Nell’arte la bellezza è disegnata, evidente. E’ un insieme di talento, geometria, equilibri che non ha bisogno di spiegazioni. Vive di luce propria.
Nell’arte d’avanguardia è riprendere quel filo che ha condotto l’umanità ad avere un concetto comune, universale e condiviso di essa.
Ricercare la bellezza nell’arte è il mio dopo di pregare.

Leonardo Maralla
Perchè affrontare pareti verticali, camminare nel vento e nella neve, raggiungere valichi per nuove vallate?
Che ne trae l’uomo dal contemplare vette imbiancate dalla luna e l’intrico di rami spogli?
E’ un sentirsi “Piccolo di fronte al monte”, sperimentarsi “Come viandante” in questa terra.
E godere del mondo e del creato, e riscoprire l’oggi della creazione, l’atto immanente del Creatore.
E tutto questo è bello, aiuta a salvare il mondo e l’uomo … e la salvezza dell’uomo fa gioire anche il Creatore!

Roberto Mauri
Il Rinascimento, uno dei più importanti periodi nella storia dell’uomo, segna la rinascita alla civiltà e modifica il concetto di Bellezza, non più vanità che allontana l’uomo dalla salvezza eterna, ma al contrario: “La bellezza è il dono più grande concesso da Dio all’umana creatura, poichè grazie alla bellezza eleviamo lo spirito alla contemplazione…” (Agnolo Firenzuola, 1578)

Francesco Toniutti

Il “barbone di Andy Warhol” sa cos’è la bellezza (in lui -ha detto Andy Warhol- si è realizzata l’opera di uguaglianza sociale, poichè sia lui che il grande industriale o il manager in carriera bevono Coca Cola). Alza gli occhi verso il cielo e trova che sia bello. Guarda il poster pubblicitario con un bambino lentigginoso ingigantito e gli regala il suo sorriso sdentato. Poi girando l’angolo, viene quasi travolto da una ragazza in skate- board; la vede ormai lontana, quasi sul fiume, e ride dentro di sè. Poi sputa per terra, passa negozi e strade e si ferma attratto, come altri, dalla vetrina con le televisioni accese. Uno schermo cattura la sua attenzione. C’è una scena di un film di Fellini: una piccola barca accosta una grande nave dai puntini luminosi. Poi prosegue, si gira improvvisamente e resta impietrito: un enorme uomo nero a cavallo incombe su di lui, il cielo si fa pallido … Va avanti rassicurato e mentre raggiunge il ponte inizia a nevicare, coi fiocchi grandi e bianchi. Sosta ancora un minuto, si gode la scena, poi si infila sotto il ponte, scambia qualche battuta un po’ rituale coi colleghi e, assopendosi, si perde in ricordi lontani e confusi; nella sua mente si fa avanti un racconto udito da bambino, in cui, nella penombra, alcuni uomini riconoscevano una figura, un fantasma; poi un uomo, non più una apparizione, che parlava insieme a loro ed essi, tranquilli, che mangiavano con lui.
Al mattino, un uomo delicatamente lo risveglia: non un manager!