{"id":3889,"date":"2020-02-25T10:20:17","date_gmt":"2020-02-25T09:20:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/?p=3889"},"modified":"2026-10-14T15:12:24","modified_gmt":"2026-10-14T13:12:24","slug":"incontri-genitori-2020-riflessioni-finali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/incontri-genitori-2020-riflessioni-finali\/","title":{"rendered":"Incontri Genitori 2020 &#8211; Riflessioni finali"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3890 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Incontri_Genitori_2020-500x255.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Incontri_Genitori_2020-500x255.jpg 500w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Incontri_Genitori_2020-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Incontri_Genitori_2020-600x306.jpg 600w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Incontri_Genitori_2020-200x102.jpg 200w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Incontri_Genitori_2020.jpg 665w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><br \/>\n<strong>&nbsp;Riflessioni a conclusione degli incontri genitori 2020<\/strong><br \/>\n<strong> &nbsp;di Elena Chrappan Soldavini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Padri perch\u00e9 figli: un titolo semplice e sintetico, per un tema fondamentale.<br \/>\nLa proposta fatta quest\u2019anno ai genitori nel mese di gennaio \u00e8 andata diretta al cuore della questione educativa.<br \/>\nMi colpisce sempre vedere tanti volti, veramente tanti, attenti, desiderosi di condividere la vita, liberi nel raccontarsi, tesi a essere generati dall\u2019incontro con una umanit\u00e0 viva.<br \/>\nE\u2019 veramente difficile sintetizzare la ricchezza respirata, ma provo a proporre per ciascun incontro alcuni spunti che personalmente mi hanno colpito e rimesso in moto rispetto al modo con cui guardo mio marito, i miei figli, la mia famiglia e quanti incontro sul cammino.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nLuigi Ballerini ci ha sollecitato sul tema \u201coffrire il reale\u201d, cio\u00e8 favorirlo, senza essere spaventati, certi che la realt\u00e0 \u00e8 positiva, ossia che \u00e8 un posto bello dove stare, da cui pu\u00f2 venir fuori qualcosa di buono per noi e per i nostri ragazzi. Il reale \u00e8 un posto interessante dove mettersi all\u2019opera, perch\u00e9, per poter realmente offrire il reale, dobbiamo viverlo noi in prima persona: \u201csi educa quando non si educa\u201d, cio\u00e8 si educa vivendo. La questione \u00e8 nostra, di noi adulti: i figli costantemente tengono monitorati i nostri trattamenti, ossia come trattiamo il lavoro, come trattiamo il nostro sposo o la nostra sposa, come trattiamo i nostri amici, come trattiamo i soldi, come trattiamo il tempo libero, come trattiamo i nostri interessi, le nostre passioni.<br \/>\nI nostri figli desiderano piacerci, desiderano incontrare adulti che siano interessati a loro, ai loro pensieri, ai giudizi che maturano.<br \/>\nI figli non sono nostri prodotti, non sono pezzi di pongo che abbiamo plasmato. Averlo presente \u00e8 estremamente liberante e ci permette anche di accettare quegli scarti che ci sono tra \u201cil come li vorremmo\u201d e \u201cil come sono\u201d, trovando il modo pi\u00f9 intelligente per correggerli, senza mortificarli.<br \/>\nPossiamo quindi aiutarci vicendevolmente, aprendo le nostre case e facendo crescere le relazioni, a vedere la bellezza dei nostri figli, spesso ridotti ai successi\/insuccessi scolastici, a guardare a quel punto positivo personale da cui ripartire, che pu\u00f2 anche essere lontano da quello che immaginiamo noi.<br \/>\nE questo punto di positivit\u00e0 \u00e8 nostro alleato, perch\u00e9 tutti i ragazzi vogliono stare bene, lo desiderano, desiderano stare bene con gli altri.<br \/>\nIl giovane rettore Francesco Fadigati ci ha testimoniato la sua esperienza educativa con i ragazzi, a partire da una analisi dei segnali dell\u2019emergenza educativa che stiamo vivendo: il disinteresse per il reale, un lessico che si impoverisce, il dubbio sul proprio valore, una crescente paura della realt\u00e0, una sempre pi\u00f9 forte dipendenza dalla moda, una sempre maggiore impazienza.<br \/>\nE allora da dove \u00e8 possibile ripartire?<br \/>\nE\u2019 possibile ripartire dal cuore: c\u2019\u00e8 un cuore, anche nel ragazzo pi\u00f9 devastato, c\u2019\u00e8 una fame di vita, c\u2019\u00e8 un desiderio di intensit\u00e0, c\u2019\u00e8 un desiderio che la vita sia vita e che la felicit\u00e0 sia felicit\u00e0 e che la vita sia bella.<br \/>\nC\u2019\u00e8 nei nostri ragazzi un grido che \u00e8 veramente struggente, appassionante.<br \/>\nMa davanti a questo grido, allora, che cosa ci \u00e8 chiesto come adulti?<br \/>\nCi \u00e8 chiesto di essere adulti vivi: adulti che per come sono, non per quello che dicono, ma per come vivono, possono avere qualche chance di mobilitare la libert\u00e0 dei ragazzi, di provocarli, di invitarli ad una vita pi\u00f9 bella, a capire che la vita \u00e8 buona.<br \/>\nE\u2019 come se ci chiedessero: \u00abGuarda, insegnami quello che vuoi, ma abbi dentro, per favore, la speranza che cerco\u00bb.<br \/>\nAnche se imperfetti e pieni di limiti, siamo chiamati ogni giorno a diventare cercatori della speranza, a cercare maestri di speranza.<br \/>\nEduchiamo, se viviamo l\u2019avventura di scoprire che cos\u2019\u00e8 la realt\u00e0, che cos\u2019\u00e8 il significato, che cos\u2019\u00e8 il bene della vita.<br \/>\nPossiamo educare solo se diventiamo di nuovo figli, se per noi l\u2019educazione diventa un cammino che cambia il nostro sguardo.<br \/>\nI nostri figli hanno bisogno di sentire una stima radicale, non una stima dichiarata, ma una stima che si fonda sulla stessa cosa su cui si fonda la stima per noi stessi: che ci sono, che qualcuno mi ha voluto, che qualcuno mi d\u00e0 respiro.<br \/>\nL\u2019educazione vera \u00e8 quindi misericordia: un amore che ti ama perch\u00e9 ci sei.<br \/>\nCon Don Alberto Frigerio abbiamo concluso il percorso tornando all\u2019origine: a quell\u2019amore sponsale da cui tutto fiorisce.<br \/>\nSiamo stati accompagnati con una profondit\u00e0 assoluta a ripercorrere la visione biblica dell\u2019amore a partire dalla citazione di San Paolo VI \u00abIl cristianesimo non \u00e8 facile, ma \u00e8 felice\u00bb.<br \/>\nIl cristianesimo \u00e8 annuncio esigente, in quanto propone una chiamata grande e nobile, che richiede tenacia e dedizione, come \u00e8 per tutte le cose grandi della vita.<br \/>\nL\u2019annuncio cristiano, non avvelena l\u2019Eros, ma lo libera, illuminando il senso della sessualit\u00e0 umana e tracciando la strada alla piena realizzazione dell\u2019amore.<br \/>\nOggi assistiamo alla crisi della definitivit\u00e0, alla crisi del \u201cper sempre\u201d. Questa crisi ci invita a porci la domanda: il \u201cper sempre\u201d del vincolo coniugale \u00e8 laccio o libert\u00e0? Le scelte irrevocabili mortificano o realizzano la libert\u00e0?<br \/>\nIn realt\u00e0 il \u201cper sempre\u201d \u00e8 elemento costitutivo dell\u2019amore umano: la ricerca della definitivit\u00e0 \u00e8 radicata nell\u2019animo dell\u2019uomo.<br \/>\nCiascuno di noi anela a essere abbracciato per sempre e in tutta la sua persona, \u201cnella buona e cattiva sorte, nella gioia e nel dolore, nella salute e malattia\u201d, nei momenti di luce e in quelli di buio, negli eventi gioiosi e in quelli dolorosi. La definitivit\u00e0 del matrimonio non lede l\u2019amore, ma realizza il reciproco, pieno e definitivo donarsi e accogliersi degli amanti. Si tratta dunque di convertire lo sguardo e muovere dalla logica della prova a quella della definitivit\u00e0.<br \/>\nCerto, la definitivit\u00e0, che pure attira (quale amante non desidererebbe trascorrere tutta la vita con la persona amata? ) fa anche venire le vertigini.<br \/>\nQuali sono allora le fondamenta su cui costruire: coltivare la stima reciproca e vivere il rapporto dentro una vita di comunit\u00e0.<br \/>\nLa stima dell\u2019altro, il riconoscimento che l\u2019altro \u00e8 importante per la propria vita, nasce e matura nella condivisione e comunanza d\u2019intenti. Nel matrimonio non \u00e8 necessario e per la verit\u00e0 neppure possibile concordare su tutto, piuttosto, \u00e8 decisivo coltivare la comunione di sguardo e giudizio sui temi decisivi del vivere: fede, amicizia, educazione dei figli.<br \/>\nLa stima dell\u2019altro ha fondamento ultimo nel riconoscimento dell\u2019altro come compagno di vita dato da Dio. \u00c8 questo riconoscimento, almeno come intuizione iniziale, a costituire la roccia del vincolo coniugale<br \/>\nIl rapporto coniugale chiede di essere vissuto entro una forte appartenenza comunitaria, in cui sempre \u00e8 possibile guardare a esempi e trovare sostegno, in particolare nei momenti di fatica. La ribellione del figlio, il litigio col coniuge, il tradimento del coniuge, la malattia di un familiare, tutti questi eventi, che possono segnare la vita matrimoniale, chiedono, per essere affrontati, di un aiuto concreto: amici con cui confrontarsi, un prete con cui confidarsi, realt\u00e0 educative con cui collaborare nell\u2019educazione dei figli. La comunit\u00e0 \u00e8 luogo di sostegno e cura della famiglia.<br \/>\nConcludo esprimendo la gratitudine per le testimonianze che ci sono state offerte e per aver potuto guardare con stupore. ancora una volta, al dono della comunit\u00e0 cristiana che ci aspetta sempre, ci accoglie e instancabilmente ci accompagna nel cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Riflessioni a conclusione degli incontri genitori 2020 &nbsp;di Elena Chrappan Soldavini Padri perch\u00e9 figli: un titolo semplice e sintetico, per un tema fondamentale. La proposta fatta quest\u2019anno ai genitori nel mese di gennaio \u00e8 andata diretta al cuore della questione educativa. Mi colpisce sempre vedere tanti volti, veramente tanti, attenti, desiderosi di condividere la vita,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3793,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[313,4,5],"tags":[],"class_list":["post-3889","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-svolti","category-incontri","category-incontri-genitori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3889"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5929,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3889\/revisions\/5929"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}