{"id":4933,"date":"2020-09-22T16:43:35","date_gmt":"2020-09-22T15:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/?p=4933"},"modified":"2026-10-14T15:11:16","modified_gmt":"2026-10-14T13:11:16","slug":"mostra-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/mostra-2\/","title":{"rendered":"Mostra &#8211; Giobbe e l&#8217;enigma della sofferenza"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4936\" srcset=\"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-300x424.jpg 300w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-600x849.jpg 600w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-500x707.jpg 500w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-141x200.jpg 141w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/GIOBBE-2.jpg 1240w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giobbe a Bresso: l\u2019uomo di Uz, il dolore, la sofferenza\u2026.. il COVID, la malattia. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito degli eventi che caratterizzano l\u2019annuale sagra della Madonna del Pilastrello quest\u2019anno il Centro Culturale A. Manzoni ha proposto la mostra \u00abC\u2019\u00c9 QUALCUNO CHE ASCOLTA IL MIO GRIDO? GIOBBE E L\u2019ENIGMA DELLA SOFFERENZA\u00bb. Curata da Ignacio Carbajosa, la mostra era stata presentata al Meeting di Rimini del 2018, ma il tema del perch\u00e9 del dolore, della sofferenza si ripropone oggi in modo drammatico mentre vediamo la pandemia di COVID 19 imperversare in tutto il mondo colpendo tantissimi uomini, donne, bambini &nbsp;e, col passar del tempo, ci si ritrova sempre pi\u00f9 &nbsp;inermi, impotenti, smarriti, disorientati.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nella serata del primo ottobre don Isacco Pagani, in passato coadiutore al nostro oratorio San Giuseppe e attualmente docente di teologia al seminario di Venegono, intervenendo sul tema&nbsp; \u00abDATEMI QUALCUNO CHE MI ASCOLTI. DIO E L\u2019UOMO ALLA PROVA\u00bb, aveva invitato i numerosi convenuti &nbsp;ad incontrare Giobbe partendo dalla propria storia personale, dalle preoccupazioni pi\u00f9 urgenti: \u201c <em>anch\u2019io sono Giobbe<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Satana irrompe nella vita di Giobbe, uomo integro, retto timorato di Dio, con un &nbsp;susseguirsi incalzante di circostanze che lo privano dei beni, dei figli, della salute. Tutto ci\u00f2 &nbsp;mette indubbiamente alla prova la sua fede ma sfida anche Dio stesso che&nbsp; &nbsp;ha permesso a satana &nbsp;di infierire sul &nbsp;suo servo fedele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Libro di Giobbe si sviluppa in 42 capitoli, ma solo nei primi due \u00e8&nbsp; posta a tema la sua proverbiale&nbsp; \u201cpazienza\u201d che gli fa dire: \u201c<em>Nudo uscii dal grembo di mia madre e nudo vi ritorner\u00f2. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!\u201d <\/em>&nbsp;E ancora: \u201c<em>Se da Dio accettiamo il bene, perch\u00e9 non dovremo accettare il male?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe rassicurante pensare che a chi fa il bene, automaticamente venga il bene mentre a chi agisce male venga &nbsp;il male. \u00c8 quella che viene chiamata \u201cteologia della retribuzione\u201d. Ma la storia di Giobbe ci dice che non \u00e8 cos\u00ec, dagli inizi dell\u2019umanit\u00e0 fino all\u2019oggi: la sofferenza, &nbsp;il dolore e ancor pi\u00f9 il dolore innocente, sono realt\u00e0 che pretendono una giustificazione. E gi\u00e0 nel terrzo capitolo si vede che Giobbe, non pi\u00f9 paziente, &nbsp;grida a Dio: \u201c<em>Perch\u00e9 dare la luce a un infelice e la vita a chi ha amarezza del cuore?<\/em> Dio \u00e8 chiamato in giudizio, non &nbsp;possono bastare delle spiegazioni teoriche, falsate, &nbsp;quali sono quelle che forniscono gli amici di Giobbe.&nbsp; Anche noi, come lui, abbiamo bisogno di essere ascoltati da qualcuno reale, presente, che interloquisca con noi, che ci spieghi il perch\u00e9 del nostro vivere e del nostro morire, che ci accompagni a leggere dentro il grande Mistero fino a riconoscere, contemplare, adorare la grande Presenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Dio accetta la sfida, scende in campo, provoca, conduce Giobbe a guardare la realt\u00e0 tutta intera, partendo dal principio. Finalmente, siamo ormai giunti al capitolo 42, Giobbe si arrende:&nbsp; \u201c<em>Io Ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi Ti hanno veduto. Perci\u00f2 mi ricredo e <u>mi pento<\/u> \u2013 <\/em>si potrebbe tradurre con \u201csono consolato\u201d \u2013<em>sopra polvere e cenere .\u201d <\/em>&nbsp;Cos\u00ec don Isacco ha introdotto alla mostra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Come altri amici, mi sono poi ritrovata a studiarne il catalogo, a riprendere il testo dei pannelli, a fare da guida. Suddivisa in sei step:<strong> il grido; gli amici; il tribunale; il dono; Ges\u00f9 di Nazareth; i testimoni,<\/strong> la mostra si sviluppa in un susseguirsi di svolte e contro svolte. Segue la vicenda di Giobbe, ma si espande &nbsp;anche nel tempo e nello spazio, ripercorrendo e analizzando in campo storico, filosofico, teologico, letterario alcuni fatti estremamente drammatici, tragici, umanamente incomprensibili, &nbsp;in cui dolore e sofferenza, individuali o collettivi, &nbsp;diventano oggetto di ricerca di significato, di grido. Ci si trova cos\u00ec di fronte a immagini che ci mostrano \u201ci Giobbe\u201d di oggi, siano essi migranti, uomini o bambini in mezzo alle macerie della guerra, o gente che, circondata dal buio pi\u00f9 profondo, cerca uno spiraglio di luce. Siamo messi di fronte a eventi tragici come il terremoto di Lisbona del 1755 fino a giungere ad Auschwitz, quando il male dell\u2019uomo diventa domanda sull\u2019esistenza stessa di Dio. Vediamo come alcuni uomini, a partire dal 1700, si sono posti di fronte al problema del dolore, del male ergendosi di volta in volta a difensori o accusatori di Dio;&nbsp; giudici o consolatori di chi soffre; gente che nella prova rinfranca la propria fede o diventa atea. Siamo chiamati a confrontarci con loro, a prendere posizione. Si ascoltano le ragioni di Leibniz, Voltaire, Kant, Rousseau, Chesterton, Kierkegaard,&nbsp; Lewis, Claudel, Zambrano, Giussani, Carron\u2026.fino ad arrivare a Papa Benedetto e &nbsp;a papa Francesco Si incontrano i personaggi dei romanzi di Dostoevskij, Camus, Kafka\u2026.. Ci si immedesima con l\u2019esperienza di Primo Levi, Elie Wiesel, Etty Illesum\u2026.Si \u00e8 richiamati alla vita di alcuni testimoni nella fede: don Gnocchi, Padre Kolbe, Madre Teresa, don Giussani, don Paolo Bargiggia, Mario Melazzini. Soprattutto si \u00e8 accompagnati a riconoscere la risposta di Dio al grido di Giobbe che \u00e8 diventato quello di ogni uomo sofferente: <strong>non una spiegazione, ma una presenza: Ges\u00f9 di Nazareth, la provocazione dell\u2019Incarnazione. <\/strong>&nbsp;Come sottolinea Carbajosa: \u201c<strong>In Ges\u00f9 coincidono Dio che si fa vicino e l\u2019uomo che soffre, anzi, che raccoglie in s\u00e9 tutta la sofferenza dell\u2019umanit\u00e0. In Ges\u00f9, nella sofferenza della Sua passione e morte, rivive il dialogo fra l\u2019uomo e Dio, tra Giobbe e Dio.\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Desidero a questo punto condividere alcune riflessioni che sono sorte in me dopo che, in qualit\u00e0 di guida,&nbsp; ho visto e rivisto la mostra. Ogni volta \u00e8 stato ri-immedesimarmi in Giobbe e ripercorrere il suo cammino alla luce della memoria. \u00c8 stato anche trovarmi con tanti compagni di cammino, cercatori di senso per la propria vita. Mi limito a raccontare due episodi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antonella (nome di fantasia) \u00e8 stata mia collega anni fa a scuola. Provenivamo da storie e posizioni differenti: lei comunista e io cattolica convinta. Ci ha sempre legato una stima reciproca che \u00e8 diventata nel tempo amicizia, un\u2019amicizia che si \u00e8 rinverdita in quest\u2019ultimo anno complice anche whatsapp. Quasi ogni mattina condivido &nbsp;sul mio stato qualcosa che mi ha colpito e che mi aiuta ad iniziare la giornata: una preghiera, una poesia, un articolo di giornale, un anniversario, un quadro, un fatto\u2026..non c\u2019\u00e8 nulla di predeterminato. Antonella commenta ogni giorno, ringrazia, mi testimonia un percorso che l\u2019ha riavvicinata alla fede. Ha accettato con entusiasmo il mio invito di vedere insieme &nbsp;la mostra, \u00e8 venuta con la sorella e un\u2019amica. Aveva studiato Giobbe con la diligenza della prof. scrupolosa. Ha seguito con attenzione, intervenendo pi\u00f9 volte. Alla fine ha ringraziato con calore e poi\u2026 l\u2019altro ieri, con l\u2019aggravarsi della situazione COVID mi ha scritto questo messaggio: <em>\u201c Ho pensato tanto alla mostra e alle tue spiegazioni. Ieri, desolata per le notizie COVID, ho dovuto ricorrere a Giobbe per non lasciarmi andare allo sconforto\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rosa (nome di fantasia)\u00e8 stata ospite qui a Bresso &nbsp;alla Domus Dei \u2013 casa di accoglienza per malati o parenti di malati che vengono a curarsi a Milano. Me la sono ritrovata un sabato sera insieme a un gruppetto di mie amiche. Una di loro l\u2019aveva invitata a partecipare. Mi dice subito che di Giobbe sa solo che \u00e8 proverbiale per la sua pazienza. Segue con attenzione, ma mi rendo conto che i racconti del Vangelo a cui ci si riferisce le sono in gran parte sconosciuti. Alla fine ha voluto fermarsi per raccontarmi la sua storia di sofferenza. Malata oncologica, era venuta a Milano per sottoporsi a un trattamento sperimentale, ma proprio pochi giorni prima i medici le avevano detto che l\u2019esito era stato negativo e che bisognava ritornare alla chemioterapia tradizionale, con incerte possibilit\u00e0 di successo. Mi dice subito che per lei Giobbe \u00e8 stato un incontro che l\u2019ha aiuta a leggere in modo diverso la sua malattia. In seguito vengo a sapere che subito dopo si \u00e8 recata a pregare nella chiesa l\u00ec vicino (non ci era mai andata durante il suo soggiorno a Bresso!). Si stava celebrando la Messa, ha &nbsp;ricevuto la santa Comunione. Non si era confessata ma mi piace pensare che quel Ges\u00f9 che ha consolato la vedova di Naim, le si \u00e8 fatto incontro, ha pianto con lei e le ha detto \u201cDonna non piangere.\u201d &nbsp;Ci sar\u00e0 poi il tempo per la confessione! Nel frattempo \u00e8 tornata a casa sua, a Caserta. Ci siamo risentite con la promessa di restare in contatto. Le ho&nbsp; assicurato la mia preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Termino con un particolare che mi riguarda personalmente. Nel presentare la mostra mi trovavo un po\u2019 impacciata quando arrivavo al punto in cui Dio scende in campo e anzich\u00e9 rispondere al grido di Giobbe gli fa scorrere davanti agli occhi tutta l\u2019imponenza del creato. Mi erano chiari i passaggi: la positivit\u00e0 del reale, tutto \u00e8 un dono che rimanda a un Tu\u2026\u2026 ma si imponeva una domanda: \u201cN<em>el momento della prova pi\u00f9 dura, quando il dolore non ti lascia respirare, &nbsp;pu\u00f2 bastare guardare un bel paesaggio e pensare che \u00e8 stato creato per amore?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ecco la sorpresa di un giorno in cui, ripercorrendo la mostra per l\u2019ennesima volta, gli occhi si sono soffermati sulle prime parole che Dio dice a Giobbe: \u201c<strong><em>CHI \u00c8 MAI COSTUI CHE OSCURA <u>IL MIO PIANO<\/u> CON DISCORSI DA IGNORANTE? CINGITI I FIANCHI COME UN PRODE\u2026\u2026\u201d&nbsp; <\/em><\/strong><em>Ecco il punto!<\/em> \u2013 mi sono detta . \u2013 <em>Tu Signore hai un piano sulla mia vita. E se guardo nella memoria mi accorgo che \u00e8 vero. In tutte le prove, pur dolorose, Tu eri con me e nel tempo il Tuo piano mi si \u00e8 svelato in tutta la sua bellezza.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u00c8 per questo che faccio mie le parole di Giobbe: <strong><em>\u201cCAPISCO CHE TU PUOI TUTTO E CHE NESSUN PROGETTO PER TE \u00c8 IMPOSSIBILE. CHI \u00c8 COLUI CHE DA IGNORANTE PU\u00d2 OSCURARE <u>IL TUO PIANO<\/u>?&#8230;.IO TI CONOSCEVO SOLO PER SENTITO DIRE, MA ORA I MIEI OCCHI TI HANNO VEDUTO. PERCI\u00d2 MI RICREDO E MI SENTO CONSOLATA SOPRA POLVERE E CENERE\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Carla Oriani Mazzola<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giobbe a Bresso: l\u2019uomo di Uz, il dolore, la sofferenza\u2026.. il COVID, la malattia. Perch\u00e9? Nell\u2019ambito degli eventi che caratterizzano l\u2019annuale sagra della Madonna del Pilastrello quest\u2019anno il Centro Culturale A. 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