{"id":73,"date":"2005-04-10T11:07:44","date_gmt":"2005-04-10T09:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/?p=73"},"modified":"2008-05-10T11:08:45","modified_gmt":"2008-05-10T09:08:45","slug":"pisa-2003-studenti-italiani-in-difficolta%e2%80%99","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/pisa-2003-studenti-italiani-in-difficolta%e2%80%99\/","title":{"rendered":"PISA 2003: STUDENTI ITALIANI IN DIFFICOLTA\u2019"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">E\u2019 stato reso noto ai primi di dicembre 2004 un sintetico rapporto sui risultati di PISA 2003, la pi\u00f9 completa ed accreditata indagine internazionale sulle conoscenze degli studenti al termine degli studi obbligatori.<br \/>\nPISA \u00e8 l\u2019acronimo di Programme for International Students Assessment, cio\u00e8 Programma per una valutazione internazionale degli studenti, un progetto avviato nel 1997 dalla Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa. Il programma prevede una rilevazione ogni tre anni, attraverso la somministrazione di una serie strutturata di quesiti, su tre aree di competenza: quella della lettura, quella matematica e quella scientifica.<br \/>\nAll\u2019indagine hanno partecipato 29 paesi OCSE pi\u00f9 12 esterni; i risultati degli studenti italiani sono stati piuttosto deludenti:<\/p>\n<div>\n<table class=\"normale\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"162\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Materia<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"198\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Class. OCSE (su 29 stati)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"216\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Class. Generale (su 41 stati)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"162\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Lettura<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"198\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 26<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"216\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 30<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"162\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Matematica<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"198\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 25<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"216\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 29<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"162\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Scienze<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"198\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 21<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"216\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 26<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"162\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Problem solving<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"198\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 26<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"216\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">pos. 31<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"left\">In particolare, PISA 2003 era centrata sulla competenza di matematica, articolata in varie aree per un totale di 85 quesiti. Il campione italiano era costituito da circa 11.000 studenti, appartenenti a 407 scuole.<br \/>\nAl di l\u00e0 del risultato medio complessivo nazionale (466 punti, significativamente inferiore alla media generale di 500). \u00e8 rilevante che solo l\u20191,5% degli studenti italiani si sia classificato al livello 6 (il pi\u00f9 alto) contro il 4% della media OCSE e il 6,5% dei paesi meglio posizionati. All\u2019estremo opposto il 18,7% dei nostri giovani si \u00e8 collocato al livello 1 ed un ulteriore 13,2% al di sotto di tale livello, contro il 13,2% e 8,2% della media OCSE e rispettivamente il 5,3% e l\u20191,5% dei paesi meglio collocati.<br \/>\nNon diversi nel complesso sono stati i risultati nelle altre aree di competenza. In lettura il punteggio medio \u00e8 stato di 476, a fronte di 487 nel 2000. In scienze il dato meno deludente: 486. Per quanto riguarda il problem solving il punteggio medio \u00e8 stato di 469.<br \/>\nIl dato nazionale subisce profonde modifiche se si suddivide per aree regionali: da tale analisi emerge che il Nord-Ovest e il Nord-Est si collocano sistematicamente sopra la media OCSE (intorno a 510 punti), il centro oscilla intorno alla media nazionale, il Sud e le Isole sono paurosamente al di sotto. Pi\u00f9 in particolare, gli studenti trentini si collocano in cima alla classifica internazionale e quelli di Bolzano al terzo posto.<br \/>\nCose risapute queste certo, ma che evidenziano che le differenze regionali in campo scolastico sono nel nostro paese pi\u00f9 vistose che nella maggior parte degli altri paesi presi in considerazione.<br \/>\nL\u2019aspetto per\u00f2 pi\u00f9 interessante \u00e8 capire se esiste una relazione tra la modalit\u00e0 di organizzazione di un sistema scolastico e il successo formativo degli studenti.<br \/>\nSecondo il prof. Petrolino, esponente di rilievo della Associazione Nazionale Presidi, sembrerebbe di s\u00ec, pur nella difficolt\u00e0 di operare un confronto tra situazioni diverse. E le sue osservazioni meritano attenzione:<br \/>\n\u00a7 I paesi meglio collocati sono quelli in cui i sistemi di istruzione risultano fortemente decentrati (Finlandia, Olanda; fuori dall\u2019Europa: Giappone, Canada);<br \/>\n\u00a7 Si classificano generalmente meglio i paesi in cui le scuole hanno un buon livello di autonomia organizzativa. In Finlandia, ad esempio, gli studenti non sono organizzati in classi, ma seguono corsi di diverso livello. Ognuno di loro compie il suo percorso e pu\u00f2 trovarsi a frequentare corsi di livello diverso nelle varie discipline;<br \/>\n\u00a7 Danno migliori risultati le scuole dei paesi in cui la gestione del personale docente \u00e8 decentrata. In Olanda, ma anche in Finlandia ed in Canada, gli insegnanti sono scelti, assunti e gestiti dalle scuole;<br \/>\n\u00a7 C\u2019\u00e8 una buona corrispondenza fra il livello di flessibilit\u00e0 curricolare concretamente praticato dalle scuole e la qualit\u00e0 degli esiti. Non solo: le differenze di rendimento fra le scuole sono meno rilevanti in alcuni di questi paesi rispetto all\u2019Italia con buona pace di quanti sbandierano la preoccupazione che l\u2019opzionalit\u00e0 e la differenziazione curricolare portino inevitabilmente ad allargare le disuguaglianze e a creare scuole di serie A e di serie B.<br \/>\nCome si pu\u00f2 vedere le osservazioni del prof. Petrolino sono interessanti: vien subito da pensare che certe sottolineature della riforma in atto nella scuola italiana (personalizzazione dei percorsi, superamento del gruppo classe\u2026) non sono poi cos\u00ec peregrine come qualche solone di casa nostra vorrebbe farci credere.<br \/>\nE anche l\u2019idea di favorire l\u2019autonomia delle scuole anche fino al punto di lasciar loro un po\u2019 di spazio nell\u2019assunzione dei docenti incuriosisce. Sindacati permettendo\u2026<\/p>\n<p align=\"left\">Roberto Rossetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stato reso noto ai primi di dicembre 2004 un sintetico rapporto sui risultati di PISA 2003, la pi\u00f9 completa ed accreditata indagine internazionale sulle conoscenze degli studenti al termine degli studi obbligatori. 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