{"id":834,"date":"2011-05-04T15:38:39","date_gmt":"2011-05-04T13:38:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/?p=834"},"modified":"2011-05-04T15:39:24","modified_gmt":"2011-05-04T13:39:24","slug":"1914-1918-larte-dispersa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/1914-1918-larte-dispersa\/","title":{"rendered":"1914-1918 L&#8217;arte dispersa"},"content":{"rendered":"<p>Il Centro Culturale Alessandro Manzoni in collaborazione con il Circolo Cinematografico Bresso,\u00a0<strong> <\/strong>con il patrocinio del Comune di Bresso, celebrano i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia riflettendo sulla\u00a0<strong><em>Grande Guerra<\/em><\/strong>, che realizz\u00f2 il completamento dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia con una mostra, un libro, un film.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-833\" title=\"Layout 1\" src=\"http:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa-500x704.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"704\" srcset=\"https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa-500x704.jpg 500w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa-300x423.jpg 300w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa-600x845.jpg 600w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa-142x200.jpg 142w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa-727x1024.jpg 727w, https:\/\/www.ccmanzoni.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/arte-dispersa.jpg 852w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>LA MOSTRA<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La mostra presenta in <em>anteprima mondiale<\/em> una raccolta di dipinti, incisioni e disegni dalla collezione ArteGrandeGuerra (www.artegrandeguerra.net) realizzati da artisti soldato nel corso della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione della mostra <strong>\u201c1914 \u2013 1918: l\u2019arte dispersa\u201d<\/strong> \u00e8 fissata per\u00a0<strong>sabato 14 maggio alle ore 17 <\/strong><strong>presso il Centro Culturale Alessandro Manzoni in via Roma, 16 &#8211; Bresso (MI).<\/strong><\/p>\n<p>Un tenace lavoro di recupero ha permesso alla associazione <em>ArteGrandeGuerra <\/em>di riunire circa trecento opere, sopravvissute alla distruzione e alla dispersione, spesso per caso. Sono immagini potenti e prive di retorica, realizzate da artisti-soldato su tutti i fronti, che riprendono la quotidianit\u00e0 della guerra dal punto di vista personale dei militari. Le immagini esprimono una gamma variegata di esperienze e di situazioni della vita ordinaria del combattente: attese, emozioni, difficolt\u00e0, disagi, paure, tragedie. Anselmo Bucci, Henry De Groux, Andr\u00e9 Devambez, Georges Victor Hugo, Leopold Poir\u00e9, Th\u00e9ophile-Alexandre Steinlen e molti altri artisti raccontano la Grande Guerra in presa diretta. Queste opere straordinarie sono accompagnate dalle riflessioni di una guida d\u2019eccezione: un pittore-soldato, caduto a Caporetto nel novembre 1916, Walter Giorelli. La sua vicenda \u00e8 raccontata nel testo \u201c<em>Il sorriso dell\u2019obice\u201d<\/em> di Dario Malini, recentemente pubblicato da Mursia e presentato <em>in prima assoluta<\/em> in occasione di questo evento.<\/p>\n<p><em>\u00abLa mostra\u00bb,<\/em> spiega la curatrice Carol Morganti, \u00ab <em>espone 70 opere originali;<\/em> <em>\u00e8 l\u2019occasione per conoscere una produzione ancora in gran parte ignorata dalla critica. La raffigurazione della Grande Guerra, evento avvertito da molti come eminentemente visivo, determin\u00f2 frequentemente l\u2019adozione di soluzioni la cui pregnanza e novit\u00e0 artistica non \u00e8 stata ancora adeguatamente indagata. La pittura e la grafica divennero le chiavi per rappresentare e rappresentarsi un mondo violento e insensato, moderno nel pi\u00f9 deteriore senso del termine, dominato dalle ferree regole imposte dalla burocrazia militare e dalle macchine\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Informazioni dettagliate su <a href=\"http:\/\/www.artegrandeguerra.net\">www.artegrandeguerra.net<\/a>.<\/p>\n<p>ORARI APERTURA<\/p>\n<p>Da marted\u00ec- sabato 10 \u2013 12,30 \/ 16 \u2013 19<\/p>\n<p>Domenica 10 \u2013 12,30 \/ 15 \u2013 18<\/p>\n<p><strong><em>IL LIBRO<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le opere della mostra vanno oltre la amara descrizione della guerra con significativi segni di speranza. Allo stesso modo, il libro e il film raccontano come, dentro la guerra, la tenace memoria della comune appartenenza cristiana permetta una tregua nell\u2019orrore della guerra<\/p>\n<p><strong>marted\u00ec 17 maggio alle ore 21 <\/strong>presso il Cinema San Giuseppe in via Isimbardi a Bresso<strong> presentazione del libro <\/strong><strong>LA TREGUA DI NATALE DEL 1914<\/strong> <strong>di Antonio Besana <\/strong>Ed. La Libreria Militare\u00a0(con la partecipazione del <em>Coro Alpino<\/em> degli studenti dell\u2019universit\u00e0 Cattolica di Milano)<\/p>\n<p>Un soldato indossa una divisa scozzese, tedesca o francese, ma resta \u00a0sempre un uomo: con una famiglia, \u00a0sentimenti, speranze. E&#8217; il significato del film <em>\u201cJoyeux Noel\u201d<\/em> di Christian Carion che ha ispirato il volume \u201c<em>La tregua di Natale del 1914\u201d. <\/em>Durante la Prima Guerra Mondiale, la notte di Natale del 1914, nelle trincee delle Fiandre, ci fu una tregua nella terra di nessuno. I soldati delle opposte fazioni, disobbedendo ai loro superiori, si abbracciarono, si strinsero la mano, si scambiarono doni e celebrarono la Santa Messa. La ricerca appassionata dell\u2019autore raccoglie le lettere che i soldati hanno scritto alle proprie famiglie per testimoniare questo fatto, realmente accaduto eppure incredibile. Ne scaturisce uno spaccato commovente di emozioni e di sentimenti: <em>\u201cA mezzanotte abbiamo celebrato la Messa: per un istante Dio \u00e8 stato di nuovo il Signore di questo angolo di terra\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dopo Natale, il cessate-il-fuoco fin\u00ec nella stessa maniera in cui era cominciato, per accordo reciproco. Il Capitano J. C. Dunn, Ufficiale Medico nei Royal Welch Fusiliers, scrive: &#8220;<em>Il Capitano tedesco apparve sul parapetto. Entrambi ci salutammo e rientrammo nelle rispettive trincee, ed egli spar\u00f2 due colpi in aria, e la guerra era ricominciata<\/em>&#8220;. I soldati si chiedevano perch\u00e9 dovevano ancora combattere, perch\u00e9 quella maledetta guerra, giustamente definita da Benedetto XV una <em>\u201cinutile strage\u201d<\/em>, dovesse ancora reclamare il sangue di qualcuno.<\/p>\n<p>Il volume \u00e8 reperibile presso la mostra e a Milano presso La Libreria Militare (a cui pu\u00f2 essere ordinato anche via Internet: http:\/\/www.libreriamilitare.com\/ ) e le librerie Hoepli e Rizzoli.<\/p>\n<p><strong><em>IL FILM<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 26 maggio alle ore 21 <\/strong>presso il Cinema San Giuseppe in via Isimbardi\u00a0 a\u00a0 Bresso<strong> proiezione del film <\/strong><strong>JOYEUX NOEL di Cristian Carion (2005) <\/strong>Una verit\u00e0 dimenticata dalla storia.<\/p>\n<p>Il film di Christian Carion, ispirandosi a un fatto realmente accaduto durante la Prima Guerra Mondiale, racconta la storia di due cantanti lirici, che si recano al fronte tedesco, la vigilia di Natale, per allietare le truppe con il loro canto. Dopo la prima strofa di Stille Nacht, il nemico scozzese risponde accompagnando la canzone con la cornamusa. Basta poco perch\u00e9 i soldati escano dalle trincee opposte per incontrarsi su quello che, fino ad allora, era terreno di guerra. Anche il reggimento francese si unisce per festeggiare. Champagne, sigarette, cioccolato, foto e ricordi vengono condivisi fra abbracci e sorrisi. Il prete scozzese che aveva suonato la cornamusa celebra la messa. All&#8217;Ave Maria intonato dalla cantante, i soldati non riescono a trattenere le lacrime: una sequenza che, anche per la costruzione sui primi piani, sembra un omaggio al finale di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/dizionario\/recensione.asp?id=17218\">Orizzonti di gloria<\/a>. Ma la guerra \u00e8 una macchina inarrestabile, che non pu\u00f2 perdonare la disobbedienza. Il film racconta con semplicit\u00e0 un commovente fatto di umanit\u00e0 e di volont\u00e0 di pace; colpisce per la sua universalit\u00e0 e fa riflettere sull&#8217;assurdit\u00e0 del conflitto armato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centro Culturale Alessandro Manzoni in collaborazione con il Circolo Cinematografico Bresso,\u00a0 con il patrocinio del Comune di Bresso, celebrano i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia riflettendo sulla\u00a0Grande Guerra, che realizz\u00f2 il completamento dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia con una mostra, un libro, un film. 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